COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA – Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION – A missionary look on the life of the world and the church

Commento al Vangelo della XXXI Settimana del Tempo Ordinario

XXXI Settimana del Tempo Ordinario 
Commento di Paolo Curtaz


bibbia

Lunedì 2 Novembre >
(COMMEMORAZIONE – Viola o Nero)
COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI (Messa I)
Gb 19,1.23-27   Sal 26   Rm 5,5-11   Gv 6,37-40: Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Lunedì 2 Novembre >
(COMMEMORAZIONE – Viola o Nero)
COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI (Messa II)
Is 25,6.7-9   Sal 24   Rm 8,14-23   Mt 25,31-46: Venite benedetti del Padre mio.
Lunedì 2 Novembre >
(COMMEMORAZIONE – Viola o Nero)
COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI (Messa III)
Sap 3,1-9   Sal 41   Ap 21,1-5.6-7   Mt 5,1-12: Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Martedì 3 Novembre >
(Feria – Verde)
Martedì della XXXI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
Fil 2,5-11   Sal 21   Lc 14,15-24: Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia.
Mercoledì 4 Novembre >
(Memoria – Bianco)
San Carlo Borromeo
Fil 2,12-18   Sal 26   Lc 14,25-33: Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.
Giovedì 5 Novembre >
(Feria – Verde)
Giovedì della XXXI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
Fil 3,3-8   Sal 104   Lc 15,1-10: Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte.
Venerdì 6 Novembre >
(Feria – Verde)
Venerdì della XXXI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
Fil 3,17-4,1   Sal 121   Lc 16,1-8: I figli di questo mondo verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
Sabato 7 Novembre >
(Feria – Verde)
Sabato della XXXI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
Fil 4,10-19   Sal 111   Lc 16,9-15: Se non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera?
Domenica 8 Novembre >
(DOMENICA – Verde)
XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Sap 6,12-16   Sal 62   1Ts 4,13-18   Mt 25,1-13: Ecco lo sposo! Andategli incontro!

Lunedì 2 Novembre – COMMEMORAZIONE DEI FEDELI DEFUNTI

La pietas verso i morti risale agli albori dell’umanità. In epoca cristiana, fin dall’epoca delle catacombe l’arte funeraria nutriva la speranza dei fedeli. A Roma, con toccante semplicità, i cristiani erano soliti rappresentare sulla parete del loculo in cui era deposto un loro congiunto la figura di Lazzaro. Quasi a significare: Come Gesù ha pianto per l’amico Lazzaro e lo ha fatto ritornare in vita, così farà anche per questo suo discepolo! La commemorazione liturgica di tutti i fedeli defunti, invece, prende forma nel IX secolo in ambiente monastico. La speranza cristiana trova fondamento nella Bibbia, nella invincibile bontà e misericordia di Dio. «Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!», esclama Giobbe nel mezzo della sua tormentata vicenda. Non è dunque la dissoluzione nella polvere il destino finale dell’uomo, bensì, attraversata la tenebra della morte, la visione di Dio. Il tema è ripreso con potenza espressiva dall’apostolo Paolo che colloca la morte-resurrezione di Gesù in una successione non disgiungibile. I discepoli sono chiamati alla medesima esperienza, anzi tutta la loro esistenza reca le stigmate del mistero pasquale, è guidata dallo Spirito del Risorto. Per questo i fedeli pregano per i loro cari defunti e confidano nella loro intercessione. Nutrono infine la speranza di raggiungerli in cielo per unirsi gli eletti nella lode della gloria di Dio. (www.santiebeati.it)

Abbiamo bisogno della speranza e della gioia che ci provengono dalla festa dei santi per affrontare il ricordo doloroso delle persone che abbiamo amato e che non sono più. La morte è l’unica certezza della nostra vita e bussa alla nostra porta non in maniera teorica ma quando perdiamo qualcuno che ci sta a cuore. Dare senso alla nostra morte significa, in qualche modo, dare senso anche alla nostra vita. Oggi preghiamo per tutti i defunti, li affidiamo al risorto e rispolveriamo la nostra fede nella resurrezione. Noi crediamo che, nel momento della nostra morte, la nostra anima raggiunga direttamente Dio per essere accolta nell’eternità oppure, se ancora qualcosa deve capire e cambiare, per un tempo supplementare di conversione. Ma anche, nel drammatico rispetto della nostra libertà, Dio accetta il nostro rifiuto di avere a che fare con lui. Alla fine dei tempi la nostra anima raggiungerà il nostro corpo, che conserviamo e rispettiamo in luoghi chiamati ‘cimiteri’, cioè ‘dormitori’ che oggi riempiamo di segni di vita come la luce e i fiori. La preghiera che oggi facciamo per i nostri defunti li incoraggia nel loro cammino verso la pienezza.

Lunedì della XXXI settimana del Tempo Ordinario 
Lc 14,12-14: Non invitare i tuoi amici, ma poveri, storpi, zoppi e ciechi.

Quanto è esigente il Signore e quanto ci spiazza! Ci chiede di essere autentici sempre, senza tentennare, senza eccezioni, soprattutto quando abbiamo a che fare con la manifestazione dell’amore verso i più poveri… Ha ragione: con diverse sfumature secondo il proprio carattere ma tutti, tendenzialmente, facciamo le cose per averne un tornaconto. Amiamo chi ci ama, ci innamoriamo di chi ci fa i complimenti, abbiamo amici fra le persone simpatiche e coltiviamo le conoscenza che ci arricchiscono o che ci possono tornare utili… E questo mi sembra normale, istintivo, da parte della sopravvivenza e della capacità dell’essere umano di adattarsi all’ambiente circostante. Ma quando entra in gioco la fede, però, le cose cambiano inevitabilmente. L’amore di Cristo in noi, quell’amore che scopriamo essere più grande dell’istinto che ci motiva e ci spinge, ci porta ad amare gratuitamente come Dio ci ama. Senza porre condizioni, senza averne un tornaconto, senza calcoli… amare per amare, amare per la gioia di rendere gloria a Dio e di assomigliargli nel suo gesto creatore dell’amore totale.

Martedì della XXXI settimana del Tempo Ordinario
Lc 14,15-24: Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia.

Mentre si pranza di parla del più e del meno, tutti contenti di avere a tavola un ospite d’eccezione come è il Nazareno. Ad un certo punto uno dei commensali, probabilmente per innalzare il livello del dialogo e per fare bella figura, afferma che stare insieme a mangiare è bello ma pensa come sarà bello farlo al banchetto del Regno, aspettandosi forse una spintarella da parte del profeta. E Gesù, tenero, ne approfitta per constatare una orrenda verità: molto spesso diciamo di desiderare Dio, di avere voglia di vederlo, lo cerchiamo mettendoci in gioco e diventando discepoli… salvo poi, al momento opportuno, accampare mille scuse. Non è il momento opportuno, non ho la testa, non me la sento… E così ci perdiamo la felicità: qui e altrove. Vorrei assistere alla scenetta quando, dopo il nostro passaggio, davanti alla bellezza immensa di Dio ci sentiremo sciogliere e diremo a Dio: che meraviglia Signore, a saperlo prima quanta meno sofferenza avrei vissuto! Immaginatevi l’espressione di Dio! Non aspiriamo genericamente al Regno di Dio ma realizziamolo giorno per giorno, a partire da oggi!

Mercoledì 4 Novembre (Memoria – Bianco) San Carlo Borromeo

Un pastore buono è un dono eccellente per la Chiesa, come san Carlo è stato per la Chiesa di Milano e per tutta la Chiesa. Consacrato vescovo a soli 25 anni, questo giovane, vissuto negli agi e negli onori del suo rango, si diede tutto al servizio del suo popolo, profondendo ricchezze e salute, sostenendo fatiche e penitenze estreme, che certamente gli abbreviarono la vita. Propugnò con energia e pazienza l’applicazione del Concilio di Trento, con la costante preoccupazione di formare sacerdoti santi e pieni di zelo.
L’amore di Gesù crocifisso era per lui modello e continuo sprone. “San Carlo è stato detto fu l’uomo della preghiera, delle lacrime, della penitenza intesa non come opera eroica ma come partecipazione misteriosa, appassionata alle sofferenze di Cristo, al suo entrare nel peccato del mondo, fin quasi allo scoppio del cuore e alla divisione dell’animo”.

Mercoledì della XXXI settimana del Tempo Ordinario
Lc 14,25-33: Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.

Che presuntuoso è Gesù! Che coraggio ha nel chiedere ciò che chiede! Ai discepoli, a noi, dice di essere la gioia più grande della più grande gioia che possiamo sperimentare! Che l’esperienza più coinvolgente e luminosa che possiamo vivere, l’innamoramento, la genitorialità, l’amicizia è sempre e solo seconda all’amore che egli può dare e che possiamo ricambiare! La sfida è lanciata: è possibile ciò che egli chiede? O fa parte della categoria delle cose pie e devote che alcuni fra noi, quelli per capirsi portati alla vita religiosa fin dalla culla, sentono di abbracciare? È un amore asettico, disinfettato, angelico, etereo quello che propone Gesù? Un amore per persone che non possono che essere sdolcinatamente accondiscendenti col capino reclinato e la vocina suadente? No, certo. Questa pagina è proposta ad ogni discepolo e la sua forza consiste proprio in questo! Mettere Gesù nel mezzo significa ridefinire ogni relazione, dandole spessore e valore, ma anche limite e opportunità. Nessuna moglie, nessun figlio, nessuna soddisfazione, dice Gesù, possono colmare l’infinito desiderio d’amore che abita il nostro cuore e che Dio solo colma!

Giovedì della XXXI settimana del Tempo Ordinario
Lc 15,1-10: Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte.

Gesù scandalizza col suo atteggiamento libero e adulto. Nella logica ebraica, attenta a distinguere le cose sante dalle cose profane, il puro dall’impuro, l’atteggiamento di Gesù era assolutamente incomprensibile: avere a che fare con l’impurità, i peccatori, ad esempio, significa inesorabilmente venire macchiati dall’impurità. Perciò i farisei evitavano di frequentare i peccatori. Gesù, invece, non esita a frequentarli. Ma questa idea, tutto sommato, è rimasta intatta anche nella nostra cultura. Siamo abbastanza convinti che chi va con lo zoppo impara a zoppicare e, ancora oggi, se qualche prete frequenta ambienti non troppo ortodossi storciamo il naso. Gesù esplicita la sua logica, cerca di coinvolgere gli altri riguardo alle sue scelte: avere a che fare con i peccatori è un atteggiamento di Dio che cerca la pecora smarrita, la moneta perduta. Dio vede in ogni peccatore il santo che non è ancora, vede brillare la scintilla che gli ha posto nel cuore. Perciò insiste, accoglie, perdona, cerca. Con una libertà interiore e un rispetto assoluti, senza guardare dall’alto chicchessia, senza cedere al compromesso, manifestando l’instancabile volontà salvifica di Dio.

Venerdì  della XXXI settimana del Tempo Ordinario
Lc 16,1-8: I figli di questo mondo verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.

Gesù loda l’amministratore disonesto. Non perché è disonesto e ha fatto la cresta sui beni che, in teoria, avrebbe dovuto amministrare per conto del padrone. Gesù non ci invita certo alla corruzione o alla collusione! Loda la sua scaltrezza: è stato scoperto e sa che lo aspetta un pessimo futuro. Così decide di fare un’ultima azione illegale, condona i debiti ad alcuni clienti del padrone sperando che, così facendo, possano ricordarsi di lui quando sarà nelle ristrettezze. E Gesù commenta, amareggiato, che i figli di questo mondo sono molto più furbi dei figli della luce. Quanto ha ragione! Quanta attenzione mettiamo nell’amministrare i nostri risparmi! E quanto ci preoccupiamo se abbiamo una rata in scadenza! E quanto siamo astuti se immaginiamo di avere un tornaconto da un’amicizia o da una relazione con qualche persona! È normale che sia così, è bene vivere con prudenza pensando al futuro (onestamente, però!), specialmente in questi tempi così fragili. Ma mettiamo la stessa energia e la stessa intelligenza nell’investire nelle sole cose che restano e che contano, quelle di Dio!

Sabato della XXXI settimana del Tempo Ordinario
Lc 16,9-15: Se non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera?

Mettessimo nelle cose di Dio la stessa attenzione che mettiamo nelle cose degli uomini! Fossimo capaci di dedicare alla nostra anima anche solo un decimo delle energie che investiamo per le cose di questo mondo! È paradossale, ma è un errore in cui incorriamo continuamente: a ciò che rimane, alla nostra vita interiore, spirituale, dedichiamo gli avanzi del nostro tempo, dell’intelligenza. Ben diverso trattamento riserviamo al nostro corpo, al nostro tempo libero, al nostro lavoro! Gesù ne approfitta anche per ammonirci: attenti alla ricchezza. Intendiamoci: contrariamene a quanti pensano in molti Gesù non è un pauperista, né loda la povertà come virtù. La Bibbia, su questo tema, à molto più prudente di noi: nella povertà una persona potrebbe scoraggiarsi e prendersela con Dio! e fra i propri sostenitori Gesù aveva numerosi amici ricchi, come Nicodemo. Ma, come ammonisce il Maestro, non dobbiamo dar credito alla ricchezza, che è un atteggiamento del cuore prima che lo spessore del portafoglio: la ricchezza promette ciò che non riesce a mantenere perché non riesce in alcun modo a colmare il nostro cuore. Viviamo liberi, allora, lasciando a Dio il primo posto!

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Questa voce è stata pubblicata il 02/11/2020 da in ITALIANO, Settimana - commento.

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San Daniele Comboni (1831-1881)

COMBONIANUM

Combonianum è stato una pubblicazione interna di condivisione sul carisma di Comboni. Assegnando questo nome al blog, ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e patrimonio carismatico.
Il sottotitolo Spiritualità e Missione vuole precisare l’obiettivo del blog: promuovere una spiritualità missionaria.

Combonianum was an internal publication of sharing on Comboni’s charism. By assigning this name to the blog, I wanted to revive this title, rich in history and charismatic heritage.
The subtitle
Spirituality and Mission wants to specify the goal of the blog: to promote a missionary spirituality.

Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
I miei interessi: tematiche missionarie, spiritualità (ho lavorato nella formazione) e temi biblici (ho fatto teologia biblica alla PUG di Roma)

I am a Comboni missionary with ALS. I opened and continue to curate this blog (through the eye pointer), animated by the desire to stay in touch with the life of the world and of the Church, and thus continue my small service to the mission.
My interests: missionary themes, spirituality (I was in charge of formation) and biblical themes (I studied biblical theology at the PUG in Rome)

Manuel João Pereira Correia combonianum@gmail.com

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