COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA – Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION – A missionary look on the life of the world and the church

Commento al Vangelo della III Settimana di Avvento

Commento di Paolo Curtaz

Lunedì 14 Dicembre >
(Memoria – Bianco)
San Giovanni della Croce
Nm 24,2-7.15-17   Sal 24   Mt 21,23-27: Il battesimo di Giovanni da dove veniva?
Martedì 15 Dicembre >
(Feria – Viola)
Martedì della III settimana di Avvento
Sof 3,1-2.9-13   Sal 33   Mt 21,28-32: È venuto Giovanni e i peccatori gli hanno creduto.
Mercoledì 16 Dicembre >
(Feria – Viola)
Mercoledì della III settimana di Avvento
Is 45,6-8.18.21-25   Sal 84   Lc 7,19-23: Riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito.
Giovedì 17 Dicembre >
(Feria – Viola)
Feria propria del 17 Dicembre
Gn 49,2.8-10   Sal 71   Mt 1,1-17: Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide.
Venerdì 18 Dicembre >
(Feria – Viola)
Feria propria del 18 Dicembre
Ger 23,5-8   Sal 71   Mt 1,18-24: Gesù nascerà da Maria, sposa di Giuseppe, figlio di Davide.
Sabato 19 Dicembre >
(Feria – Viola)
Feria propria del 19 Dicembre
Gdc 13,2-7.24-25   Sal 70   Lc 1,5-25: La nascita di Giovanni Battista è annunciata dall’angelo.
Domenica 20 Dicembre >
(DOMENICA – Viola)
IV DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)
2Sam 7,1-5.8-12.14.16   Sal 88   Rm 16,25-27   Lc 1,26-38: Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luc
Lunedì 14 Dicembre >
(Memoria – Bianco)
San Giovanni della Croce
Nm 24,2-7.15-17   Sal 24   Mt 21,23-27: Il battesimo di Giovanni da dove veniva


Giovanni (Fontiveros, Spagna, c. 1542 – Ubeda, 14 dicembre 1591) è fra i grandi maestri e testimoni dell’esperienza mistica. Entrato nel Carmelo ebbe un’accurata formazione umanistica e teologica. Condivise con santa Teresa d’Avila il progetto di riforma dell’Ordine Carmelitano che attuò e visse con esemplare coerenza. Il Signore permise che subisse dolorose incomprensioni da parte dei confratelli di Ordine e di Riforma. In questo cammino di croce, abbracciato per puro amore, ebbe le più alte illuminazioni mistiche di cui è cantore e dottore nelle sue opere: «La salita al monte Carmelo», «La notte oscura dell’anima», «Il cantico spirituale» e «La fiamma viva di amore». Fra le più alte voci della lirica spagnola, è il mistico «del nulla e del tutto», guida sapiente di generazioni di anime alla contemplazione e all’unione con Dio.

Vorrei solo capire perché, alla fine della fiera, abbiamo sempre un bisogno insopprimibile di mettere dei paletti, di rilasciare le patenti, di porre dei timbri. Lo facciamo quotidianamente, soffocati come siamo dalla burocrazia che, fra le altre cose, ha strangolato il nostro paese. Ma perché farlo anche fra credenti? Intendiamoci: ciò che abbiamo veramente ricevuto dal Vangelo mediante la successione degli apostoli è un patrimonio che va custodito con cura: non so che farmene di un Gesù piacente e alternativo che, però, ha poco a che vedere col Gesù proclamato dalla prima comunità cristiana. Ma, detto, questo, perché non lasciamo a Dio fare il suo mestiere? I censori del tempo, sommi sacerdoti e scrivi, dottori della Legge e farisei, sono molto impegnati nel far zittire le persone che, secondo loro, non interpretano correttamente la tradizione. E questo in un mondo, come quello ebraico, da sempre aperto alle molte sfumature interpretative! Gesù non si lascia mettere all’angolo: un conto è l’autorità, un conto l’autorevolezza. Non necessariamente l’una coincide con l’altra. No, né lui né il Battista agivano per conto di qualche autorità. Ma con immensa autorevolezza…
Martedì 15 Dicembre >
(Feria – Viola)
Martedì della III settimana di Avvento
Sof 3,1-2.9-13   Sal 33   Mt 21,28-32: È venuto Giovanni e i peccatori gli hanno creduto.

Si avvicina, il Natale. Il giorno in cui diremo a Dio se ancora abbiamo voglia di farlo nascere in noi, se lo vogliamo accogliere. Il giorno in cui capire se ci siamo un po’ svegliati durante queste settimane o se, pure, continuiamo a dormire sonni pesanti, storditi come siamo dalla vita e dalle sue implacabili esigenze. Mancano pochi giorni per capire se vogliamo esserci davvero, se abbiamo il coraggio di osare. O se ci accontentiamo di fare come il figlio della parabola che vuole apparire servizievole nei confronti del padre anche se, invece, non ha nessuna intenzione di aiutarlo. Dio preferisce il figlio irrequieto ma sincero, capace di mettersi in discussione, a quello perfettino e a modo. Dio guarda il cuore, non l’apparenza, nemmeno l’apparenza religiosa. Quando lo capiremo! Arriva Natale: forse non siamo proprio dei discepoli-modello, né siamo molto soddisfatti del nostro essere cristiani. Ma se con autenticità sappiamo riconoscere anche le nostre ombre, allora potremo sperimentare la gioia di continuare a cercare di seguire il Maestro, pur nella consapevolezza dei nostri evidenti limiti…
Mercoledì 16 Dicembre >
(Feria – Viola)
Mercoledì della III settimana di Avvento
Is 45,6-8.18.21-25   Sal 84   Lc 7,19-23: Riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito.

Crediamo, certo. E tanto. Ma non abbiamo le certezze assolute. Non scherziamo: non l’ha avuta nemmeno il più grande dei profeti, l’unico che avrebbe potuto averne. Nemmeno a lui è stato dato il privilegio di non avere dubbi. Prigioniero a Macheronte compie un ultimo tentativo per capire se si è sbagliato. Ha passato la vita a gridare e ad annunciare la venuta del giudizio divino, di un Messia che avrebbe tagliato alla radice l’albero improduttivo. E invece gli giunge notizia di un Messia che parla di perdono e di compassione. È confuso, Giovanni. Dio non è mai come ce lo aspettiamo. E nemmeno lui fugge da questa verità. Dobbiamo aspettarne un altro? Non ve lo siete mai chiesti? Dopo duemila anni di cristianesimo poco o nulla è cambiato. L’uomo è sempre cocciuto, violento ed ostinato. Sembra non capire, sembra non imparare mai. A pochi giorni dal Natale la liturgia, con grande coraggio, dona fiato al dubbio, fa entrare nell’attesa anche il dubbio. Dobbiamo aspettarne un altro. E Gesù risponde a noi ciò che ha risposto a Giovanni: guardiamoci attorno. Impariamo a riconoscere i segni della salvezza che già esistono in noi.
Giovedì 17 Dicembre >
(Feria – Viola)
Feria propria del 17 Dicembre
Gn 49,2.8-10   Sal 71   Mt 1,1-17: Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide.

Così inizia il conto alla rovescia. Con una delle pagine più strane del Vangelo: la genealogia, l’origine, la Genesi di Gesù. Dio entra in relazione con gli uomini attraverso persone concrete e niente affatto sante, come forse vorremmo. Uomini e donne concreti, pieni di peccati e di difetti e che, pure, generano, fanno parte di un progetto, permettono la realizzazione di un quadro. Cosa che assumerà la pienezza nel ?sì? di Maria. A volte vorremmo una storia santa scevra da limiti e incomprensione, tutta luce e ali svolazzanti. Non è l’idea di Dio. Esiste un progetto di bene definito al momento della Creazione che possiamo contribuire a far affermare. L’inserimento delle donne, di quelle donne, nell’elenco ha fatto scalpore sin dall’antichità. La cosa che salta subito agli occhi è il fatto che le donne non hanno spazio nella rigida società maschilista dell’AT. Dio, invece, le rende protagoniste della storia. Ma perché loro? Le loro sono situazioni che trasgrediscono la Legge ma realizzano la promessa, così come vertice della stranezza sarà Maria, fatto che ci aiuta a ripensare le nostre logiche di normalità, Dio scrive diritto sulle righe storte, usa le nostre storie non sempre esemplari per salvare l’umanità.
Venerdì 18 Dicembre >
(Feria – Viola)
Feria propria del 18 Dicembre
Ger 23,5-8   Sal 71   Mt 1,18-24: Gesù nascerà da Maria, sposa di Giuseppe, figlio di Davide.

Giuseppe è il giusto per eccellenza. Non è una caratteristica etica ma indica colui che vive osservando le prescrizioni della Legge. Da questo punto di vista, al di là del suo dramma personale, Giuseppe vive una lacerazione interiore: deve denunciare Maria ma vuole salvarla a tutti i costi. Non mette il suo orgoglio ferito di maschio al centro ma l’amore verso la sua sposa. Questo gesto così umano lo porta a trasgredire la Legge! È giusto perché forza la Torah. Ci sono delle eccezioni che Dio accoglie. Mettendo l’amore e la rettitudine prima della norma salva Maria… e se stesso. Darà alla luce la salvezza (il nome di Gesù). Dio salva solo attraverso i nostri gesti di accoglienza. La sua vita è rovinata, cambiata, stravolta. Potrebbe prendersela con Dio, non ci dorme la notte (affatto sdolcinato e remissivo!) come Maria chiede ragione della sua battaglia e l’ottiene. E pronuncia il suo ?sì? alla realtà. Non passivamente, non remissivamente: accoglie il reale (i limiti, le cose inattese), lo assume, lo cavalca. Prende con sé Maria e, quindi, Gesù. Non dobbiamo temere di prendere Gesù con noi, ci porta la salvezza.
Sabato 19 Dicembre >
(Feria – Viola)
Feria propria del 19 Dicembre
Gdc 13,2-7.24-25   Sal 70   Lc 1,5-25: La nascita di Giovanni Battista è annunciata dall’angelo.

È decisamente l’ultima volta che Dio parla agli uomini in questo modo. Poi si stanca, evidentemente. Il contesto è quello solenne, che ricalca gli schemi delle annunciazioni dell’Antico Testamento: la solennità del luogo, il tempio, l’incenso, l’angelo, i sacerdoti… Ma l’annuncio della nascita del Battista suscita resistenze nel povero Zaccaria. Dio cambierà stile: con Maria tutto si svolge in casa, Dio si rivolge ad una donna, laica, adolescente, mentre fa le pulizie di casa. Dio non lo troviamo più nell’austerità del tempio ma nella banalità del quotidiano che possiamo rendere pieno e ricco di novità. Il povero Zaccaria, troppo lento per la dinamica travolgente di Dio, ha una piccola esitazione prima di rispondere. Esitazione che gli sarà fatale: ora dovrà starsene per nove mesi in silenzio. Silenzio che vi invito a recuperare in questi ultimi giorni concitati. Sarebbe bello riuscire a ritagliarsi almeno mezz’ora per poter stare soli con Dio e dirgli che siamo disponibili, come Maria, come Giuseppe, ad accoglierlo nel nostro cuore. Anche se non è un granché come accoglienza, Dio certamente gradisce, fidatevi…
Domenica 20 Dicembre >
(DOMENICA – Viola)
IV DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)
2Sam 7,1-5.8-12.14.16   Sal 88   Rm 16,25-27   Lc 1,26-38: Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.


Eccolo, arriva, il Natale
E noi qui a chiederci se lo vogliamo ancora, un Dio così. se abbiamo ancora voglia di metterci in gioco, di svegliarci, di stupirci e di stupire.
Dio continua a nascere, a venire, a provocarci, a chiedere ospitalità e accoglienza.
Basta che non facciamo il madornale errore di prenderci noi per Dio.
Viene, ancora, bussa alle porte del nostro cuore. Irrompe nel quotidiano, così come siamo, in mezzo a questa cavolo di crisi che sembra non finire mai, in mezzo a questo mondo che pare frammentarsi ed implodere, in questa Chiesa così credibile nonostante i nostri evidenti limiti.
Eccolo, arriva. Dio nasce. Rinasce in ciascuno di noi.
Siamo pronti ad accoglierlo? Datemi retta, seguite Maria.

Un angelo
Maria è stata sfiorata da Dio.
Non sappiamo come. Sappiamo che ha avuto la certezza di una teofania, dell’irruzione di Dio nella sua vita. Non è stata un’illusione, ma una reale percezione nell’intimo, una profonda esperienza interiore. No, non fatico a credere che Dio si manifesti nell’anima di chi lo cerca. Che Dio sia altro dalle nostre convinzioni e non credo affatto che la fede sia un sentimento religioso. Ma un incontro reale. Talmente reale da spaventare. Maria, in quel saluto, capisce tre cose: deve rallegrarsi perché Dio l’ha riempita di grazia, perché il Signore è con lei.
Il saluto dell’angelo è un invito alla gioia. Una gioia preventiva, a prescindere.
La gioia del cristiano. La gioia del sapersi in compagnia di Dio.
È piena di grazia perché Dio precede e suscita la nostra conversione, accompagna la nostra ricerca, orienta le nostre decisioni.
Anche noi siamo pieni di grazia. Anche noi siamo riempiti, se prima abbiamo il coraggio di svuotarci. Anche noi siamo capaci di Dio.

Turbamenti
Maria è turbata. Ci mancherebbe.
Come non essere travolti e stravolti dalla improvvisa visita di Dio? Come non cedere davanti al soffio di Dio? Alla bellezza dell’Altissimo? Come non provare un brivido quando ci rendiamo conto che Dio è, ed è presente, ed è bellissimo?
E ci visita? Maria è turbata, scossa. Dio è ed è lì.
L’angelo invita Maria a non spaventarsi.
E aggiunge: sarai madre. Ah, solo!
Il tuo sarà un grande figlio e sarà chiamato figlio dell’Altissimo. Ma dai?
Regnerà sul trono di Davide. Parliamo del Messia, vero?
Gli angeli dovrebbe fare qualche corso sulla comunicazione.
E almeno qualche lezione di psicologia umana, almeno le basi…
Dio irrompe nella vita di Maria per renderla feconda, per fare grandi cose attraverso di lei.
Suo figlio sarà grande, come ogni figlio!, ma sarà anche fonte di benedizione per molti. Dio viene sempre per compiere grandi cose in noi per gli altri. Anche in me.
Maria, come ogni figlia di Israele, sa che la gente aspetta un liberatore, un nuovo re Davide che restituirà coraggio e gloria al popolo scelto da Dio.
Ora sta succedendo, finalmente.
Ma come?

Concretezze
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché io non conosco uomo?». (Lc 1,34)
Sono le prime parole di Maria.
E sono come un treno in corsa.
Fino a qui l’abbiamo immaginata intimorita, un’adolescente sussiegosa che ascolta il roboante annuncio del principe degli angeli. Macché, non è affatto così.
Maria non è timida, né impacciata.
Mette i brividi vedere come tiene testa a Gabriele, come interagisce con determinazione e lucidità. Le sue prime parole – una richiesta di chiarimento – svelano una donna adulta, una credente intelligente e posata, una persona concreta e con i piedi ben posati per terra.
Guardatela la ragazzina che interroga un ammirato messaggero celeste!
Siate fiere, figlie di Eva, per tanta forza, tanta grazia, tanta audacia!
Imparate, figli di Adamo, da tanta concretezza e determinazione.
L’adolescente che osa, che controbatte, che chiede.
Eppure è così che dobbiamo fare. È questo l’atteggiamento che deve assumere il credente.
Il Dio che si racconta nella Bibbia, quello definitivamente svelato in Gesù è un Dio che non tratta gli uomini come servi (Gv 15,15), ma come figli, che li pone alla pari (Sal 8,5-6), che accetta di farsi mettere in discussione (Gen 18).

Spiegazioni
L’angelo spiega, interviene, non se l’aspettava.
Dio entra nel suo grembo, l’infinito si contrae e lei si chiede come sia possibile se non ha avuto rapporti con Giuseppe?
Cala il silenzio. Tutto si ferma. Tutto è immobile.
Dio aspetta una risposta.
È giovane, Maria, certo, ma non sprovveduta.
Cosa sarebbe successo il giorno dopo? Con Giuseppe? Con Anna, sua madre?
Chi le avrebbe creduto? Lei stessa, come avrebbe potuto ripensare a quel momento senza farsi travolgere dai dubbi? Senza credersi esaurita?
Voi cosa avreste risposto?

Il silenzio si interrompe.
Maria ha scelto.
Sa che la sua vita non è sua, che è dono e ne fa dono.
Una risposta diretta, precisa, la sua, una disponibilità ragionata che rivela lo spessore dell’anima dell’adolescente. Ci si prepara, alle grandi scelte, giorno per giorno, è pronta. Da tempo ha fatto della sua vita un servizio a Dio. Sa che siamo tutti servi gli uni della felicità degli altri. Sa che la vita o si dona o sfiorisce. Sa. Se stasera sono qui a scrivere, a riprendere in mano questa pagina, se, fra poco, prenderò un salmo per affidare la mia giornata a Dio, se ho accolto la fede, se ho un orizzonte di speranza, se credo, con fatica ma tenacia, dopo tanti anni, è grazie a quel “sì”.
Il sì pronunciato da un’adolescente in un buco di paese sperduto nel nulla.
Sono qui grazie a quel sì.
E inizia la salvezza.

Ripreso da http://www.lachiesa.it

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Questa voce è stata pubblicata il 14/12/2020 da in ITALIANO, Settimana - commento.

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San Daniele Comboni (1831-1881)

COMBONIANUM

Combonianum è stato una pubblicazione interna di condivisione sul carisma di Comboni. Assegnando questo nome al blog, ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e patrimonio carismatico.
Il sottotitolo Spiritualità e Missione vuole precisare l’obiettivo del blog: promuovere una spiritualità missionaria.

Combonianum was an internal publication of sharing on Comboni’s charism. By assigning this name to the blog, I wanted to revive this title, rich in history and charismatic heritage.
The subtitle
Spirituality and Mission wants to specify the goal of the blog: to promote a missionary spirituality.

Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
I miei interessi: tematiche missionarie, spiritualità (ho lavorato nella formazione) e temi biblici (ho fatto teologia biblica alla PUG di Roma)

I am a Comboni missionary with ALS. I opened and continue to curate this blog (through the eye pointer), animated by the desire to stay in touch with the life of the world and of the Church, and thus continue my small service to the mission.
My interests: missionary themes, spirituality (I was in charge of formation) and biblical themes (I studied biblical theology at the PUG in Rome)

Manuel João Pereira Correia combonianum@gmail.com

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