COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA – Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION – A missionary look on the life of the world and the church

Papa Francesco censurato, ogni volta che parla contro l’aborto

“Consapevole che sentir tornare un papa su questo argomento darà fastidio a molti…”.
È con questa avvertenza che papa Francesco introduce le dure parole che dedica all’aborto, nel suo ultimo libro “Ritorniamo a sognare” andato in vendita il 1 dicembre in tutto il mondo.
In effetti è così. Ogni volta che tocca questo argomento Francesco non gode affatto di buona stampa. Anzi, è sistematicamente ignorato.

14 dicembre 2020
http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/

E invece, proprio in questi giorni, il papa ha parlato non una ma più volte contro l’aborto, complice la sua Argentina, dove l’attuale presidente, il peronista Alberto Fernandez, punta a far approvare una legge che liberalizzerebbe l’uccisione del nascituro. Al congresso la legge è passata l’11 dicembre con 131 voti a favore, 117 contro e 6 astensioni. Ma è al senato che vi sarà il voto decisivo, come già nel 2018, quando i senatori respinsero una analoga legge abortista anch’essa approvata dal congresso con 129 voti a favore, 125 contro e un’astensione.

Il primo colpo Francesco lo ha assestato nella lettera autografa da lui scritta il 22 novembre a una rete di donne dei quartieri popolari di Buenos Aires che dal 2018 si battono contro la legalizzazione dell’aborto.

Settimo Cielo ha riprodotto integralmente questa lettera, che nel suo passaggio più crudo pone queste due domande: “È giusto eliminare una vita umana per risolvere un problema? Ed è giusto assoldare un sicario per risolvere un problema?”.

Parole di così inaudita asprezza non sono certo sfuggite di mano a Jorge Mario Bergoglio, visto che le ripete tali e quali nel suo libro “Ritorniamo a sognare”, all’interno di questo ragionamento:

“Non posso tacere sugli oltre 30-40 milioni di vite non nate che vengono scartate ogni anno per mezzo dell’aborto, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità. Duole constatare che, in molte regioni che si considerano sviluppate, questa pratica viene spesso promossa perché i bambini in arrivo sono disabili o non pianificati. Ma la vita umana non è mai un peso. Richiede di farle spazio, non scartarla.

“L’aborto è una grave ingiustizia. Non può mai essere un’espressione legittima di autonomia e di potere. Se la nostra autonomia richiede la morte altrui, allora quella nostra autonomia non è altro che una gabbia di ferro. Mi faccio molto spesso due domande: è giusto eliminare una vita umana per risolvere un problema? Ed è giusto assoldare un sicario per risolvere un problema?

“Il mio predecessore san Paolo VI ammoniva nella sua lettera enciclica del 1968, ‘Humanae vitae’, sulla tentazione di considerare la vita umana come un oggetto fra i tanti su cui i potenti e le persone istruite possano esercitare il dominio. Com’è profetico, ora, il suo messaggio! Ai nostri giorni la diagnosi prenatale viene comunemente utilizzata per filtrare coloro che sono ritenuti deboli o inferiori”.

Ma non è finita. Il 1 dicembre, ascoltato in streaming dal congresso argentino durante la discussione sulla legge sull’aborto, il sacerdote José María “Pepe” Di Paola, parroco nella periferia di Buenos Aires e amico di lunga data di Bergoglio, ha riferito di aver ricevuto da Roma una lettera nella quale il papa gli scrive:

“Per me la deformazione nella comprensione dell’aborto è nata principalmente nel considerarlo una questione religiosa. La questione dell’aborto non è essenzialmente religiosa. È un problema umano prima che una opzione religiosa. La questione dell’aborto deve essere affrontata scientificamente”.

Don Pepe ha aggiunto che la parola “scientificamente” era stata sottolineata dal papa.

E ancora. In un’altra sua lettera autografa del 1 dicembre a un gruppo di ex alunni argentini, Francesco ripete ancora una volta quei suoi due crudi interrogativi, che nell’originale spagnolo (vedi foto) suonano così:

“1) ¿Es justo eliminar una vida humana para resolver un problema? Y 2) ¿Es justo alquilar un sicario para resolver un problema?”.

Il papa aggiunge che se questi interrogativi li ha riproposti identici nel suo libro “Ritorniamo a sognare” è proprio perché vuole che essi arrivino non solo all’Argentina ma “a tutto il mondo”.

Il testo integrale della lettera è riprodotto più sotto. Perché essa è interessante anche per come Bergoglio inquadra la sua invettiva contro l’aborto.

Il papa vuole infatti assicurare che a lui importa andare alla sostanza delle cose e parlare direttamente al mondo, senza mescolarsi alla lotta politica, meno che mai alla politica argentina.

In particolare, a Bergoglio preme evidenziare una sua doppia presa di distanza: dalla ex presidente peronista Cristina Fernández de Kirchner, con la quale dice di “non tenere nessun contatto” da quando è decaduta dalla carica, e da Juan Grabois, organizzatore di primo piano dei “movimenti popolari” pur tanto cari al papa, che lo ha nominato consulente del dicastero vaticano per il servizio dello sviluppo umano integrale.

E il motivo – scrive – di questa presa di distanza è che l’una e l’altro fanno credere di essere molto più vicini e amici del papa di quanto siano in realtà. Col risultato che i media finiscono con l’attribuire a me, Francesco, non “ciò che io dico”, ma ciò che altri “dicono che io dico”.

In un Post Scriptum alla lettera il papa rimanda, per ciò che riguarda il suo giudizio sui mezzi di comunicazione, ai nn. 42-53 dell’enciclica “Fratelli tutti”, dove i sottotitoli non sono certo benevoli: “L’illusione della comunicazione”; “Aggressività senza pudore”; “Informazione senza saggezza”; “Sottomissioni e disprezzo di sé”.

Forse con un pensiero a come i media trattano lui, Francesco, ora esaltandolo, ora censurandolo, a seconda di quello che dice. Persino “L’Osservatore Romano” ha ignorato del tutto le lettere autografe del papa citate in questa pagina, con le loro stoccate anti aborto.

A tutto questo va aggiunto che anche i vescovi dell’Argentina – evidentemente ammaestrati dal papa loro compatriota – sono scesi in campo contro la legge sull’aborto con molta più forza che in passato, tra l’altro incoraggiando la partecipazione a un’imponente marcia in difesa della vita nascente sfociata il 28 novembre davanti al palazzo del congresso.

E ciò proprio mentre in Europa, nella sempre meno cattolica Polonia, le chiese sono sotto assedio e i vescovi sono messi alla berlina da una protesta di massa – platealmente sostenuta da una risoluzione del parlamento europeo del 26 novembre – contro l’alt imposto dalla corte suprema polacca alla legalizzazione dell’aborto eugenetico.

LA LETTERA DI PAPA FRANCESCO AI SUOI EX ALUNNI ARGENTINI

1.12.2020

Cari amici,

grazie per la mail. Mi ha molto rallegrato riceverla e mi fa piacere sapervi tanto inquieti per il bene della Patria. L’amore per la Patria è un valore fondamentale, indica amore per i padri della Patria, amore per le tradizioni, amore per il popolo della Patria. A volte penso (osservando alcuni paesi d’Europa) che conti, più che l’amore per la Patria, l’amore per l’”azienda” che porta avanti il paese… e quando vedo questo mi viene in mente la poesia di Jorge Dragone: “la nostra Patria è morta”.

Devo confessarvi che non sono a conoscenza di tutto ciò che accade lì, nei dettagli. La segreteria di Stato mi mette al corrente degli avvenimenti dei paesi una volta alla settimana. Ci si riunisce e vengo informato. Lì vengo a sapere dei fatti dell’Argentina e confesso che alcuni mi preoccupano. Non tengo corrispondenza con i politici; solo ogni tanto ricevo lettere di persone che sono in politica, ma pochissime; e la mia risposta è piuttosto pastorale e di buona educazione, senza mescolarmi nella lotta politica di tutti i giorni. Una delle ultime lettere mi poneva il problema dell’aborto e io ho risposto come faccio sempre (anche nell’ultimo libro “Ritorniamo a sognare”, che esce oggi); la questione dell’aborto non è una questione primariamente religiosa, bensì umana, una questione di etica umana che è previa a qualsiasi confessione religiosa. E suggerisco che vengano poste due domande: 1) È giusto eliminare una vita umana per risolvere un problema? E 2) è giusto assoldare un sicario per risolvere un problema? Mi viene da sorridere quando qualcuno dice: “Perché il Papa non fa arrivare all’Argentina la sua opinione riguardo all’aborto?”. Perché non faccio altro che farla arrivare a tutto il mondo (Argentina compresa) da quando sono Papa.

E questo tocca un altro problema. In generale lì non si sa che cosa dico giorno dopo giorno…, si sa quello che dicono che io dico, e questo grazie ai media i quali, lo sappiamo bene, rispondono a interessi parziali, particolari e partitici. In questo credo che i cattolici, dall’episcopato sino ai fedeli di una parrocchia, abbiano il diritto di sapere cosa dice veramente il Papa… e non quello che gli fanno dire i media; qui gioca molto il fenomeno del riferito (per es. Mi ha detto Tizio che Caio ha detto questo… e così la catena continua). Con questo metodo di comunicazione, nel quale ognuno aggiunge o toglie qualcosa, si arriva a risultati inverosimili, come per esempio il racconto di Cappuccetto Rosso che finisce a tavola con Cappuccetto e la nonna che mangiano uno squisito spezzatino cucinato con la carne del lupo. Così succede con il riferito.

Già due volte è stato menzionato il mio rapporto (di vicinanza, di amicizia) con la sig.ra de Kirchner. L’ultima volta che sono stato in contatto con i due ex Presidenti (lei e l’ing. Macri) è stato quando erano ancora in carica. Dopodiché non ho più avuto alcun contatto con loro. È vero che le espressioni “sono molto amico di” o “sono in contatto abituale con” sono tipiche della popolazione “porteña” [di Buenos Aires – ndr], e non è la prima volta che lo sento dire (scherzosamente potrei dire di non avere mai avuto “tanti amici” come ora).

Per quanto riguarda “la proprietà privata” non faccio altro che ripetere la Dottrina Sociale della Chiesa. In verità alcuni prendono le mie affermazioni per trasformarle o interpretarle secondo il loro punto di vista. San Paolo VI e San Giovanni Paolo II, a questo proposito, si sono espressi in maniera ancora più dura. Credo che nelle Parrocchie e nelle Scuole Cattoliche la Dottrina Sociale della Chiesa non sia spiegata abbastanza, soprattutto nel periodo che va da Leone XIII ad oggi; ecco perché tanti malintesi. Un santo vescovo, per il quale è stata avviata la causa di canonizzazione, diceva: “Quando mi occupo dei poveri dicono che sono un santo; ma quando chiedo qual è la causa di tanta povertà mi danno del comunista”.

Il Dr. Grabois, da anni, è Membro del Dicastero dello Sviluppo Umano Integrale. Riguardo a ciò che dicono che lui dica (che è mio amico, che è in contatto con me, ecc.) vi chiedo un favore, che per me è importante. Ho bisogno di una copia delle dichiarazioni in cui egli dice queste cose. Mi sarà molto utile riceverle.

Bene, la lettera si fa lunga. Mi sono soffermato più volte sulle vostre firme… e vi ricordo a uno a uno. Qualcuno di voi è già diventato bisnonno? E sono tornato indietro agli anni ’64-65 e con molto affetto ho accarezzato immagini che “toccano” il cuore mentre, quasi inconsciamente, rispuntava la frase del Brindisi di Gerardo Diego. Per me anche questo è tornare alle fonti.

Grazie per aver scritto. Prego per Voi e le vostre famiglie; per favore, chiedo a voi di continuare a farlo per me.

Che Gesù vi benedica e la Vergine Santa si prenda cura di voi. Fraternamente,

Francisco

PS: su quanto dico dei mezzi di comunicazione, mi sono spiegato più estesamente in Fratelli tutti nn. 42-53.

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Questa voce è stata pubblicata il 15/12/2020 da in Etica, ITALIANO con tag .

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San Daniele Comboni (1831-1881)

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Combonianum è stato una pubblicazione interna di condivisione sul carisma di Comboni. Assegnando questo nome al blog, ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e patrimonio carismatico.
Il sottotitolo Spiritualità e Missione vuole precisare l’obiettivo del blog: promuovere una spiritualità missionaria.

Combonianum was an internal publication of sharing on Comboni’s charism. By assigning this name to the blog, I wanted to revive this title, rich in history and charismatic heritage.
The subtitle
Spirituality and Mission wants to specify the goal of the blog: to promote a missionary spirituality.

Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
I miei interessi: tematiche missionarie, spiritualità (ho lavorato nella formazione) e temi biblici (ho fatto teologia biblica alla PUG di Roma)

I am a Comboni missionary with ALS. I opened and continue to curate this blog (through the eye pointer), animated by the desire to stay in touch with the life of the world and of the Church, and thus continue my small service to the mission.
My interests: missionary themes, spirituality (I was in charge of formation) and biblical themes (I studied biblical theology at the PUG in Rome)

Manuel João Pereira Correia combonianum@gmail.com

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