COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA – Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION – A missionary look on the life of the world and the church

P. Saverio, dal Brasile lettera a Gesù Bambino

Santa Rita – Brasile, 27 novembre 2020 

LETTERA A GESÙ BAMBINO 

Caro Gesù Bambino, 
quest’anno non hai alternative. Se vuoi proprio che ti vediamo devi nascere a casa nostra.  Questa volta di posto ce n’è tanto. Un decreto del governo, a differenza di quello di Cesare  Augusto, ci obbliga all’ isolamento sociale. Il dovere di evitare agglomerazioni, ci impedisce  di uscire di casa e di avvicinarci alla Tua mangiatoia. Ai tuoi tempi, per causa del  censimento, i tuoi genitori furono costretti a mettersi in viaggio per recarsi a Betlemme e  registrarsi nella loro terra natale. Quest’anno, per forza maggiore, dovremo restarcene chiusi in casa. Non tutti potranno recarsi in Chiesa per la Messa di mezzanotte e il cenone  sarà soltanto per pochi intimi.  

Nonostante i disagi del viaggio e le odiose manie di grandezza di un imperatore che voleva  tenere tutti sotto controllo, il censimento si trasformò in un avvenimento festivo. Fu un’opportunità per rivedere persone e luoghi cari che facevano parte della storia della Tua  famiglia. Le strade e le osterie si riempirono di gente e persone che non si vedevano da  tempo potettero incontrarsi di nuovo ed abbracciarsi. Per noi, invece, quest’anno a Natale  non ci saranno forestieri, strette di mani, abbracci e baci. Il decreto ci obbliga a mantenerci  a distanza. Sarà un Natale diverso, meno chiassoso e meno affollato. Sarà una opportunità  di vivere un Natale silenzioso, personale, profondo e familiare. Sarà più Natale, semplice e  austero come il Tuo. Vieni a farci compagnia, non tardare. Vieni ad occupare i posti lasciati  vuoti da chi non può raggiungerci o ci ha lasciati per sempre. Mai come ora abbiamo  bisogno della Tua compagnia per non sentirci soli.  

È bene che anche Tu faccia attenzione. Questa volta la furia di Erode si è scatenata prima  ancora del Tuo arrivo. La strage degli Innocenti Ti ha preceduto. Ormai dura da quasi un  anno. Viviamo sotto la tirannia di un virus che sta dominando il mondo con un  incontrollabile potere di distruzione e morte. Le sue truppe avanzano senza dar tregua. Le  vittime si moltiplicano. Qui in Brasile sono quasi 180 mila. Nessuno riesce ad arrestarlo.  Siamo stanchi. Oltre a strapparci tante persone care, sta smorzando la nostra speranza e  portando via la poca fede che ci resta. 

Il mondo ci è crollato addosso. Non ce lo aspettavamo. Ci ritenevamo sicuri nelle fortezze  della nostra autoreferenzialità. Il vertiginoso ritmo delle scoperte scientifiche e tecnologiche  ci stava illudendo con una falsa sensazione di onnipotenza. Ci sentivamo ormai  autosufficienti. C’era qualcuno che cominciava addirittura a pensare nella possibilità di  “strappare agli dèi” il segreto dell’eterna giovinezza e dell’immortalità. Ma è bastato un  microscopico virus per farci toccare con mano la nostra fragilità.  

Il decantato modello economico adottato negli ultimi tempi non ha retto. Le ingenti  ricchezze, molto spesso costruite sullo sfruttamento della manodopera, il monopolio della  tecnologia, la distruzione ambientale e l’assolutizzazione dei mercati, non sono servite a soccorrere i più deboli e, quindi, i più colpiti. Nonostante i molteplici gesti di solidarietà,  buona parte delle grandi fortune è rimasta chiusa nelle casseforti dei più benestanti. Il già  drammatico divario tra ricchi e poveri è diventato più vasto e più profondo, e il numero degli  scartati è aumentato spaventosamente. 

Un duro braccio di ferro tra la protezione della vita e la salvaguardia dell’economia si è  scatenato negli ultimi mesi. Ci ha assalito il dubbio. C’è chi ha preferito sacrificare le  persone sull’altare del capitale e chi ha perso tutto per mancanza di solidarietà. Il conflitto  sarebbe stato facilmente superato con una equa distribuzione delle ricchezze accumulate.  

Ci siamo resi conto del risultato dello smantellamento delle politiche sociali. Abbiamo speso  ingenti somme di denaro per produrre e accumulare armi capaci di distruggere il mondo per  varie volte, ma non sono servite a niente davanti a questo invisibile e potente avversario.  Seduti sui nostri arsenali militari ci sentivamo sicuri e invincibili, ma è bastato un nemico invisibile a occhio umano a piegarci. Non ci siamo mai sentiti così sconfitti. Le immagini  delle grandi parate militari oggi risultano ridicole di fronte alle nostre ritirate. Stiamo  pagando il prezzo dei bilanci che hanno preferito investire ingenti somme nella folle corsa  agli armamenti, invece di prenderci cura della gente con politiche pubbliche di qualità.  All’orgoglio militare è subentrata l’umiltà del servizio e l’esercito più prezioso è quello  disarmato del camice bianco impegnato sul fronte dell’assistenza diretta e quello del  grembiule sul fronte della solidarietà. 

Abbiamo dovuto unirci per sconfiggere il nemico. Per la prima volta tutta l’umanità si è  trovata di fronte alla necessità di schierarsi dalla stessa parte per garantire la sua  sopravvivenza. La pandemia ci ha fatto toccare con mano l’emergenza della solidarietà  universale come uscita di sicurezza da questa e da altre tragedie. 

Siamo stanchi. Viviamo in balia di decreti e delle ondate della pandemia. Abbiamo paura di  essere contagiati e di morire da soli. Il virus ci ha tolto letteralmente il respiro. Ci manca  l’aria.  

Affrettati. Vieni presto in nostro aiuto per portarci una boccata di vita nuova. Ricolmaci con i  tuoi doni. La trepidante attesa del vaccino, essenziale per liberarci da questo flagello, non  spenga la gioiosa attesa della Tua venuta. Vieni a nascere nelle nostre case da dove non  avremmo mai dovuto buttarti fuori. Pianta la tua tenda in mezzo a noi e abita con noi a  modo Tuo e non a modo nostro. Tu che hai avuto il coraggio di reinventarti attraverso il  mistero dell’incarnazione, aiutaci a dare alla luce un nuovo stile di vita personale e sociale che porti con sé la fragranza e la sostanza dell’umanità che Tu hai assunto. La Tua ostinatezza nel salvarci e nel portare a compimento l’opera della creazione ispiri la  nostra perseveranza. Niente e nessuno ci faccia abdicare dalla responsabilità di collaborare  con Te alla costruzione del Tuo sogno. Con Te non siamo mai a un passo dalla fine, ma a  pochi passi dalla speranza. 

La Tua passione per noi faccia rivivere la nostra passione per Te e per coloro che ci hai  affidati. 

Il Tuo desiderio di venire al mondo in una famiglia ci faccia sentire la gioia di averne una e il  desiderio ardente di preservarla a qualunque costo.  

La Tua fragilità di bambino e la tua tenerezza ispirino in ognuno di noi la voglia di prenderci  cura della vita in tutte le sue manifestazioni, soprattutto di chi non ce la fa a vivere o è  impedito di vivere. A nessun bambino del mondo sia negato il diritto di nascere in famiglia e  di essere sempre avvolto nel calore dell’affetto. 

La Tua attenzione verso i più poveri accresca in noi la voglia di solidarietà e condivisione. La Tua vicinanza ci faccia riscoprire il gusto di stare insieme e di vivere da fratelli e sorelle. La Tua apertura verso tutti spalanchi le porte dei nostri cuori e stimoli la nostra accoglienza.  La luce che si irradia dal Tuo volto rischiari le tenebre che ci avvolgono, smascheri le  illusioni ottiche che ci portano fuori strada e illumini i nostri passi sulla Tua strada. La Tua  stella sia sempre la nostra guida, la ricerca della Tua Verità la motivazione del nostro  camminare e il Tuo stile di vita da strada da imboccare. 

La gioia che brilla nei Tuoi occhi riempia i nostri cuori, ci liberi dallo scoraggiamento e ci  restituisca la voglia di vivere.  

La pace che porti sempre con Te trovi dimora stabile nelle nostre case e nella nostra  società. 

Vieni, Ti aspettiamo con ansia per ricominciare. La Tua presenza colmerà la nostra  solitudine. Se Sali a bordo, la nostra vita non affonderà nella disperazione. Aiutaci a non  perdere l’opportunità di riscoprire il Natale. Nella notte scura che ci avvolge sarà ancora più  facile scorgere la Tua luce. Se non riusciamo a vederti ora e non approfittiamo di questo  momento per venirTi incontro è perché siamo veramente perduti nelle tenebre. Ti prego,  salvaci. Ti vogliamo bene. Bentornato a casa. 

P. Saverio Paolillo 

Missionario Comboniano in Brasile

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Questa voce è stata pubblicata il 22/12/2020 da in ITALIANO, Missione comboniana con tag .

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San Daniele Comboni (1831-1881)

COMBONIANUM

Combonianum è stato una pubblicazione interna di condivisione sul carisma di Comboni. Assegnando questo nome al blog, ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e patrimonio carismatico.
Il sottotitolo Spiritualità e Missione vuole precisare l’obiettivo del blog: promuovere una spiritualità missionaria.

Combonianum was an internal publication of sharing on Comboni’s charism. By assigning this name to the blog, I wanted to revive this title, rich in history and charismatic heritage.
The subtitle
Spirituality and Mission wants to specify the goal of the blog: to promote a missionary spirituality.

Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
I miei interessi: tematiche missionarie, spiritualità (ho lavorato nella formazione) e temi biblici (ho fatto teologia biblica alla PUG di Roma)

I am a Comboni missionary with ALS. I opened and continue to curate this blog (through the eye pointer), animated by the desire to stay in touch with the life of the world and of the Church, and thus continue my small service to the mission.
My interests: missionary themes, spirituality (I was in charge of formation) and biblical themes (I studied biblical theology at the PUG in Rome)

Manuel João Pereira Correia combonianum@gmail.com

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