COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA – Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION – A missionary look on the life of the world and the church

Enzo Bianchi – La lezione dell’asino

La Repubblica – 4 gennaio
Enzo Bianchi
da: https://www.alzogliocchiversoilcielo.com/

In questo tempo di Natale presepi, immagini e dipinti ci mettono sotto gli occhi la grotta di Betlemme: un bambino appena nato, la madre e il padre, alcuni pastori giunti a contemplare il gioioso evento di una nascita, un bue e un asino presso la mangiatoia, quasi a scaldare in quella fredda notte Gesù in essa deposto in fasce. La presenza del bue e dell’asino, attestata dal Vangelo dello pseudo Matteo, è sempre stata per me molto significativa, forse perché ho vissuto fino alla giovinezza in un paese di contadini e in un tempo, il Dopoguerra, in cui la stalla era il luogo abituale per restare al caldo e passare la serata — per “vegliare”, si diceva — insieme a vicini e amici.
Ma se il bue non mi ispirava, l’asino invece, più raro nella mia terra, mi incuriosiva e suscitava in me simpatia. Soprattutto mi colpiva che il termine “asino”, o “somaro”, fosse allora un insulto lanciato dai maestri nei confronti degli alunni e presente nel linguaggio comune con sfumatura offensiva: dare a qualcuno dell’asino significava ritenerlo stupido, zotico, ignorante. Non capivo perché quel povero animale fosse un simbolo negativo: se era collocato nella grotta di Betlemme, non significava forse che aveva riconosciuto il suo Signore a differenza di tanti sapienti?

Scoprii poi che fin dall’antichità l’asino era stato poco apprezzato e che già Cicerone insultava i suoi avversari con tale appellativo. Venni a conoscere che nella Bibbia si parlava di un asino, quello del profeta Balaam, capace di ascoltare il Signore e di operare un discernimento visionario, mentre il suo padrone, profeta di mestiere, restava sordo e cieco: fatto non solo straordinario ma anche istruttivo! Fin da allora, quando ne avevo la possibilità, mi avvicinavo a un asino, stavo con lui per accarezzarlo e ammirare la sua dolcezza, mansuetudine e umiltà.

L’asino è un animale paziente, sa portare pesi e sopportare i maltrattamenti di padroni insipienti e violenti. Così l’asino diventò, dopo il mio cane, l’animale a me più amico. Un giorno, quando ormai insegnavo alla scuola media di Ivrea, durante la sagra degli asini decisi di comprarne uno e me lo portai a piedi fino a casa, alla comunità. Fu uno scandalo per molti vedere il professore che attraversava la città conducendo un asino… Lo chiamai Balaam e diventammo amici. La consuetudine con lui mi permise di conoscere le sue virtù, che mi erano di lezione e ammonizione. Quando andavo per i campi mi seguiva e, se udiva la mia voce, mi chiamava dalla stalla, e quando mi vedeva dopo una lunga assenza ragliava di gioia. Era per me simbolo della dotta ignoranza, con grandi orecchie per ascoltare, occhi miti per vedere, un passo lento e calmo ma saldo, una livrea umile da “eminenza grigia”, come a volte mi divertivo a chiamarlo. Una mattina della domenica delle Palme Balaam emise un lungo raglio e corremmo a vedere, ma lui, cadendo a terra, spirò. Da allora mi piace rivederlo ogni Natale nella grotta accanto al messia, sapendo che al messia piace venire su un asino.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 08/01/2021 da in ITALIANO con tag .

  • 622.159 visite
Follow COMBONIANUM – Spiritualità e Missione on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Unisciti ad altri 753 follower

San Daniele Comboni (1831-1881)

COMBONIANUM

Combonianum è stato una pubblicazione interna di condivisione sul carisma di Comboni. Assegnando questo nome al blog, ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e patrimonio carismatico.
Il sottotitolo Spiritualità e Missione vuole precisare l’obiettivo del blog: promuovere una spiritualità missionaria.

Combonianum was an internal publication of sharing on Comboni’s charism. By assigning this name to the blog, I wanted to revive this title, rich in history and charismatic heritage.
The subtitle
Spirituality and Mission wants to specify the goal of the blog: to promote a missionary spirituality.

Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
I miei interessi: tematiche missionarie, spiritualità (ho lavorato nella formazione) e temi biblici (ho fatto teologia biblica alla PUG di Roma)

I am a Comboni missionary with ALS. I opened and continue to curate this blog (through the eye pointer), animated by the desire to stay in touch with the life of the world and of the Church, and thus continue my small service to the mission.
My interests: missionary themes, spirituality (I was in charge of formation) and biblical themes (I studied biblical theology at the PUG in Rome)

Manuel João Pereira Correia combonianum@gmail.com

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Immagini, foto e testi sono spesso scaricati da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d’autore potrà contattare il curatore del blog, che provvederà all’immediata rimozione del materiale oggetto di controversia. Grazie.

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: