COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

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Morto Hans Küng, teologo ribelle, contestò l’infallibilità del pontefice

Perito al Concilio Vaticano II, ex collega di Ratzinger, venne sanzionato dalla Congregazione per la dottrina della fede. Affrontò il tema del rapporto fede-scienza

di MARCO RIZZI
6 aprile 2021
https://www.corriere.it/

È morto all’età di 93 anni nella sua casa di Tubinga, in Germania, il teologo svizzero Hans Küng. Nato a Sursee, piccolo villaggio nel cantone di Lucerna, il 19 marzo 1928, venne ordinato sacerdote a Roma nel 1954, dopo gli studi di teologia condotti presso l’Università Gregoriana. Dopo un breve periodo di attività pastorale nella diocesi di origine, la sua attività si era interamente svolta nell’ambito della ricerca teologica.

In questa veste, Küng conobbe un primo momento di notorietà presso il grande pubblico nel 1970, quando pubblicò il saggio Infallibile? Una domanda (tradotto anche in italiano nel medesimo anno da Anteo). Come indica il punto interrogativo del titolo, Küng vi esaminava criticamente il dogma dell’infallibilità papale, sancito dal Concilio Vaticano I nel 1870. Il libro scatenò un’ondata di polemiche che dall’università di Tubinga, dove Küng insegnava, e dal mondo accademico tedesco giunsero ben presto a Roma, determinando nel 1975 un richiamo formale della Congregazione per la dottrina della fede e quattro anni dopo il ritiro del titolo di «teologo cattolico», necessario in Germania per insegnare nelle facoltà di teologia presenti nelle università pubbliche.

La vicenda ebbe risonanza mondiale, e mise in imbarazzo le autorità accademiche; Küng non poté insegnare più nella facoltà dove era diventato professore nel 1960, a soli 32 anni. Conservò però la cattedra presso l’Istituto per la teologia ecumenica da lui fondato all’indomani del Concilio Vaticano II. Proprio al Concilio fu il più giovane dei teologi nominati da Giovanni XXIII come periti, ovvero consulenti dei lavori, assieme a Joseph Ratzinger, di un solo anno più anziano. I due sarebbero stati anche colleghi a Tubinga fino al 1969, quando l’esplosione della contestazione studentesca spinse Ratzinger a trasferirsi nella più tranquilla Ratisbona.

La critica di Küng all’infallibilità papale non nasce però dal clima antiautoritario del Sessantotto, ma si inserisce in un percorso coerente, avviatosi con la tesi di dottorato sostenuta nel 1957 e dedicata all’analisi del tema della giustificazione, ovvero di uno dei principali nodi teologici su cui si era consumata la spaccatura tra cattolici e protestanti nel XVI secolo. Attraverso l’esame degli scritti del massimo teologo protestante del XX secolo, il calvinista Karl Barth, Küng giunge ad una conclusione assolutamente inattesa nel clima degli anni Cinquanta, ancora legato a schemi di tipo controversistico, ovvero ad un modo di procedere che contrapponeva affermazione ad affermazione, categoria a categoria.

Per Küng esistono differenze tra la posizione cattolica e quella di Barth, ma esse non riguardano il nucleo di fede; semplicemente risultano differenti la terminologia, le categorie, le forme del pensiero. Per usare una metafora, è come se la medesima cosa venisse detta in due lingue differenti. Compito della «teologia ecumenica» è quello di far dialogare le teologie delle diverse confessioni cristiane, traducendole, per così dire, da un linguaggio all’altro.

L’infallibilità è quindi solo una tappa di un percorso più generale, che nel corso degli anni Sessanta si concentra soprattutto sull’ecclesiologia (la riflessione sulla Chiesa e sulle sue strutture visibili e spirituali), con volumi che anticipano o sviluppano i temi conciliari come Riforma della Chiesa e unità dei cristiani (Borla, 1965) o La Chiesa (Queriniana, 1967). Gli anni Settanta vedono invece Küng impegnato, oltreché nel conflitto con Roma, nei grandi argomenti teologici, come la cristologia (Essere cristiani, Mondadori, 1976), Dio (Dio esiste?, Mondadori, 1979), l’escatologia (Vita eterna?, Mondadori, 1983), affrontati sempre nella prospettiva di una effettiva integrazione tra le prospettive delle differenti confessioni cristiane.

Era in qualche misura inevitabile che un simile itinerario conducesse nel corso degli anni Ottanta all’allargamento dello sguardo di Küng al di fuori della tradizione cristiana, trasferendo il suo approccio ecumenico al complesso delle religioni del mondo: Cristianesimo e religioni universali (Mondadori, 1986) Cristianesimo e religiosità cinese (Mondadori, 1989), Progetto per un’etica mondiale (Rizzoli, 1991), Ebraismo. Passato, presente futuro (Rizzoli, 1993), Islam (Rizzoli, 2005) delineano il quadro di un’alleanza etica ed intellettuale tra tutte le religioni a difesa della pace e della dignità umana.

Küng non si è sottratto neppure al confronto con le discipline scientifiche, spesso considerate «nemiche della teologia», come emerge da Teologia in cammino(Mondadori, 1987), che si misura con la visione delle rivoluzioni scientifiche di Thomas Kuhn, e da L’inizio di tutte le cose (Rizzoli, 2006), in cui Küng prende in esame gli esiti più recenti della fisica teorica e ne contesta, su basi epistemologiche, la pretesa di costituire una forma di conoscenza assolutamente certa.

Dopo tante polemiche, il riavvicinamento di Küng alla Chiesa di Roma era stato segnato dall’incontro con l’antico collega Ratzinger, allora sul soglio pontificio, nel settembre 2005 e dalla lettera che Papa Francesco gli aveva inviato il 20 marzo 2016 in occasione del suo ottantottesimo compleanno, che si apriva con le parole Lieber Mitbruder, «caro confratello». 

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Questa voce è stata pubblicata il 09/04/2021 da in Fede e Spiritualità, ITALIANO con tag .

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San Daniele Comboni (1831-1881)

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Combonianum è stato una pubblicazione interna di condivisione sul carisma di Comboni. Assegnando questo nome al blog, ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e patrimonio carismatico.
Il sottotitolo Spiritualità e Missione vuole precisare l’obiettivo del blog: promuovere una spiritualità missionaria.

Combonianum was an internal publication of sharing on Comboni’s charism. By assigning this name to the blog, I wanted to revive this title, rich in history and charismatic heritage.
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Spirituality and Mission wants to specify the goal of the blog: to promote a missionary spirituality.

Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
I miei interessi: tematiche missionarie, spiritualità (ho lavorato nella formazione) e temi biblici (ho fatto teologia biblica alla PUG di Roma)

I am a Comboni missionary with ALS. I opened and continue to curate this blog (through the eye pointer), animated by the desire to stay in touch with the life of the world and of the Church, and thus continue my small service to the mission.
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