COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

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Neno Contran – La pace nei proverbi africani

Newsletter dei Missionari Comboniani
04.03.2021
Neno Contran
da: Jpic-jp.org

I proverbi, espressioni di esperienze che hanno lasciato il segno sulla vita e sull’anima dell’umanità, segnano un campo d’azione, indicano un percorso. Tuttavia, indicano anche un pericolo e sottolineano una contraddizione. Forse la saggezza africana ci sta dicendo che la saggezza umana non sarà sufficiente per portare la pace sulla terra.

Quindi, quando la saggezza di un popolo afferma: È impossibile fare la pace con una spada (Kongo – Repubblica Democratica del Congo – RDC); o sostiene: La guerra non è la soluzione a nessun problema (Mongo – RDC), un altro proverbio dello stesso gruppo etnico assicura: Senza guerra, non c’è pace (Mongo – RDC). La violenza è sotto gli occhi di tutti: La guerra è spontanea (Chitonga – Zambia); Gli uomini che odiano rimangono in vita; i pacificatori muoiono (Nyanga – RDC); La pace è un certificato che ti danno quando entri in un cimitero (Wolof – Senegal). 

La pace entra in crisi per le ragioni più diverse. Ad esempio: Quando mentiamo, rinunciamo alla pace (Malgascio – Madagascar). I conflitti possono derivare dall’incomprensione: Nessuno odia un altro; è che non si capiscono correttamente (Ruanda – Ruanda).

Coloro che vogliono la guerra entrano in una logica di distruzione. Lo spettatore di un incontro di boxe grida: Colpiscilo! Finiscilo! (Kiga – Uganda). Quando l’odio regna in una famiglia, il mondo è pieno di cadaveri (Mongo – RDC). La decisione di andare in guerra comporta, tra le altre cose, una particolare forma di ingiustizia: Gli anziani prendono la decisione di andare in guerra, ma sono i giovani che devono andarci (Baoulè – Costa d’Avorio).

Una regola per vivere in pace? Non disturbare quelli che sono più forti. La tartaruga non morde le zampe del leopardo (Pigmei – Gabon). Non scherzare con chi che è più forte di te (Rundi – Burundi). Non provocare la rabbia di un uomo forte (Luo – Kenya). È meglio ritirarsi in modo ordinato: Cedi il passo a chi è più forte di te (Swahili – Tanzania). Un leopardo non si riunisce mai con una gazzella (Zande – Sudan), perché non ci può essere un vero dialogo quando il nemico è più forte. In fondo, però, chi cerca il conflitto è uno che si prende troppo sul serio. Un rospo incontra un topo in una palude: Sii ragionevole e viviamo insieme, gli dice, sei sfortunato, e lo sono anch’io (Rundi – Burundi).

Per evitare conflitti?

Una regola d’oro: agisci con delicatezza! Con la forza, non si ottiene nulla! (Luganda – Uganda). Chi è consapevole dei propri limiti e dei danni che un violento scontro può causare sceglie altre strade: La rana minaccia, ma non va in guerra (Buhumba – RDC). Se si vuole vivere in pace, bisogna tenere a bada ciò che può comprometterla: Chi non ama le mosche, butta via ciò che le attrae (Rundi – Burundi); Se ce ne sono dieci che ti impediscono di combattere, ce ne saranno anche dieci per rimettere le tue viscere al loro posto (Zande – Sudan). 

Il testardo che vuole la violenza, ne sopporterà le conseguenze. Beati i costruttori di pace! Chi evita un conflitto merita un premio (Mongo – RDC). Smontate le tende dei vostri accampamenti, avvicinate i vostri cuori (Tuareg – Mali). La pazienza è meglio del conflitto: L’albero della pazienza ha radici amare, ma il suo frutto è dolce (Popo – Benin); La pazienza è il talismano della vita (Nago – Nigeria).

Essere pazienti, dimenticare, non nutrire odio e rancore, è difficile. Quando si è convinti di essere stati offesi o trattati ingiustamente, si entra in un particolare stato d’animo e si cerca vendetta. La tartaruga disse all’elefante: Puoi uccidermi, ma qualcuno mi vendicherà (Zande – Sudan); La zanzara è come qualsiasi altra creatura vivente, ma quando ci morde non le facciamo caso (Gbande – Liberia); Se hai molta rabbia, dici molte parole (Oromo – Etiopia). La volontà di vendicarsi di un illecito subito cresce con il tempo: E’ finita per gli occhi, ma non per il cuore (Yaka – RDC); Un vecchio rancore e un bastone nodoso ti spezzano le costole (Somalo – Somalia). 

Eppure, ci sono modi per rompere la catena della vendetta. Ad esempio, accettare l’idea che tutti commettiamo errori: Una mucca cade anche se ha quattro zampe (Kalenjin – Kenya); Occhio per occhio aumenta il desiderio di vendetta (Yoruba – Nigeria). Non basta mostrarsi addolorati per il dolore inflitto.  Dire ‘Scusa’, non guarisce la ferita (Chewa – Malawi). Il pentimento è genuino se conduce ad un atteggiamento diverso. È molto meglio se si riesce a percorrere la strada del perdono. Se il tuo vicino ti insulta, non insultarlo a sua volta (Yaka – RDC); Chi perdona evita i processi (Yoruba – Nigeria); Se non ci fossero reati, non ci sarebbe alcuna grazia (Ibgo – Nigeria); Perdonare è insegnare (Amhara – Etiopia).

Vedi Peace in African proverbs

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Questa voce è stata pubblicata il 10/04/2021 da in Cultura, ITALIANO con tag , .

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Combonianum è stato una pubblicazione interna di condivisione sul carisma di Comboni. Assegnando questo nome al blog, ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e patrimonio carismatico.
Il sottotitolo Spiritualità e Missione vuole precisare l’obiettivo del blog: promuovere una spiritualità missionaria.

Combonianum was an internal publication of sharing on Comboni’s charism. By assigning this name to the blog, I wanted to revive this title, rich in history and charismatic heritage.
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Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
I miei interessi: tematiche missionarie, spiritualità (ho lavorato nella formazione) e temi biblici (ho fatto teologia biblica alla PUG di Roma)

I am a Comboni missionary with ALS. I opened and continue to curate this blog (through the eye pointer), animated by the desire to stay in touch with the life of the world and of the Church, and thus continue my small service to the mission.
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