COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

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Sfide contemporanee del cattolicesimo globale

Vi invito a leggere un interessante articolo, pubblicato recentemente dalla rivista Civiltà Cattolica, che ci presenta una visione della situazione della Chiesa, le sfide e prospettive per il futuro. Di seguito alcuni estratti.

Sfide contemporanee del cattolicesimo globale

Thomas P. Rausch
https://www.laciviltacattolica.it/
Quaderno 4101pag. 272 – 287Anno 2021Volume II
1 Maggio 2021

Il gesuita p. Karl Rahner è stato uno dei primi a riconoscere che il Concilio Vaticano II aveva trasformato la Chiesa cattolica occidentale in una Chiesa mondiale. Egli ha affermato: «Il Concilio Vaticano II è stato il primo grande evento ufficiale, in cui la Chiesa si è attuata come Chiesa mondiale». Se infatti nel Concilio Vaticano I erano presenti anche vescovi di Paesi non occidentali, essi tuttavia erano per lo più vescovi missionari di origine europea e nordamericana. I vescovi intervenuti al Vaticano II provenivano da 116 Paesi, la maggior parte dei quali erano nativi: il 36% venivano dall’Europa, il 23% dall’America Latina, il 12% dal Nord America, il 20% dall’Asia e dall’Oceania e il 10% dall’Africa. Nel Sinodo straordinario dei vescovi del 1985, a Roma, il 74% dei vescovi proveniva da Paesi diversi dall’Europa o dall’America settentrionale, e questo rispecchiava la proporzione (più del 70%) dei cattolici in tutto il mondo.

La più antica istituzione del mondo, la Chiesa cattolica, è davvero una Chiesa globale. Con 1,3 miliardi di membri, essa rappresenta oltre il 50% dei 2,5 miliardi di cristiani nel mondo. Questi enormi numeri e l’organizzazione internazionale ne fanno un attore transnazionale. Stime recenti attestano la percentuale dei protestanti a circa il 37%, e quella delle varie Chiese ortodosse al 12%. Altre comunità, meno tradizionali, come cristiani scientisti, mormoni, testimoni di Geova, rappresentano circa l’1%. E oggi sono in rapida crescita le comunità pentecostali, carismatiche o del Rinnovamento, con oltre 682 milioni di membri.

Cambiamenti demografici

Tuttavia il volto del cristianesimo mondiale oggi sta cambiando. Le principali Chiese europee e nordamericane continuano a perdere membri, e ciò avviene in misura particolarmente rilevante in quelle cattoliche. In America Latina, patria di circa 425 milioni di cattolici, con la crescita del cristianesimo evangelico e pentecostale c’è stato un esodo dalla Chiesa cattolica di decine di milioni di membri…

Nel 1910 l’Europa ospitava il 65% dei cattolici del mondo, a fronte dell’esiguo 24% odierno…

Tuttavia, mentre in Occidente è in declino, il cristianesimo sta esplodendo in Africa, in Asia e in America Latina, ovvero nelle zone che di solito vengono denominate «il Sud del mondo»…

In Africa, la crescita del cristianesimo è stata straordinaria: dai nove milioni del 1900 ai circa 380 milioni di oggi..

In Asia il cristianesimo continua a crescere, soprattutto nelle sue espressioni evangeliche e pentecostali. I 17 milioni di evangelici e pentecostali asiatici presenti nel 1970 oggi si sono moltiplicati fino a superare i 200 milioni…

Sfide

Sebbene il Concilio Vaticano II abbia fatto molto per rinnovare e rivitalizzare la Chiesa, essa oggi si trova ad affrontare molte sfide, oltre al calo dei suoi membri. Gravi danni sono stati causati dagli abusi sessuali su minori da parte di esponenti del clero, ossia dalla crisi più grave che la Chiesa abbia dovuto affrontare dai tempi della Riforma a oggi…

Un’altra sfida è quella della carenza di sacerdoti, a mano a mano che molti di quelli finora attivi raggiungono l’età della pensione e che le nuove vocazioni al ministero ordinato diminuiscono. In Europa molte parrocchie vengono chiuse o riunite in centri pastorali. Alcuni Paesi dipendono sempre più dal clero nato all’estero.

Chiare sfide sono costituite anche dalla diversità culturale e dal pluralismo religioso. In quanto comunità globale, la Chiesa cattolica è presente in Paesi sempre più laici e convive con altre religioni non sempre ben disposte nei suoi confronti…

Una Chiesa policentrica e inclusiva

La Chiesa di domani sarà policentrica anziché eurocentrica. Francesco auspica che venga maggiormente riconosciuta l’autorità magisteriale delle Conferenze episcopali nazionali e regionali ed esorta a pensare con tutta la Chiesa, non solo con la gerarchia. Mette in risalto la «sinodalità», vale a dire il «camminare insieme», resistendo alla tentazione di governare in modo verticale, dall’alto verso il basso…

Il pentecostalismo ha lasciato il segno nelle liturgie e nella catechesi dell’America Latina. I teologi africani si stanno impegnando per sviluppare una teologia autenticamente africana, dove le donne hanno un ruolo sempre più importante. Le Chiese asiatiche, soprattutto quella che è in India, lottano per presentare Gesù come Parola di Dio e salvatore in un contesto di pluralismo religioso e in una condizione di minoranza…

Una Chiesa decentralizzata e policentrica sarà caratterizzata da una governance più inclusiva…

Dato che a tutt’oggi i vescovi cattolici sono circa 5.600, le difficoltà logistiche connesse a un eventuale nuovo Concilio ecumenico fanno pensare che negli anni a venire il Sinodo dei vescovi svolgerà un ruolo sempre più importante…

I due Sinodi sul matrimonio e sulla famiglia (2014-15) e il Sinodo dell’ottobre 2019 sull’Amazzonia sono stati molto diversi da quelli che li hanno preceduti. Al loro interno si è sviluppata una libera discussione su questioni controverse, come non si verificava dal Concilio Vaticano II. Con quello che è stato definito un «esercizio di sinodalità» i vescovi francesi hanno allargato la loro Assemblea plenaria del novembre 2019, consentendo a ciascun vescovo di essere accompagnato da due fedeli, uomini o donne, ordinati o laici, per riflettere insieme a loro sulla missione futura della loro diocesi. Anche la Germania sta sviluppando un processo sinodale…

I ministeri laicali

Nessuno si aspettava l’esplosione dei ministeri laicali, che ha fatto seguito ai passi compiuti dal Concilio Vaticano II per sviluppare una teologia dei laici e la loro partecipazione al sacerdozio di Cristo e alla missione della Chiesa. Oggi nelle comunità locali e nelle diocesi molti posti di responsabilità sono sempre più affidati a laici, e soprattutto a laiche.

In Africa e in America Latina, da tempo catechisti laici e agenti pastorali guidano comunità locali. In Africa il sostentamento dei catechisti è generalmente a carico delle loro comunità; essi non sono necessariamente remunerati in denaro, ma vengono forniti di vitto, alloggio e motociclette per spostarsi. L’Africa oggi può contare anche su una nuova generazione di teologi e professionisti della Chiesa, uomini e donne, sacerdoti e suore, molti dei quali si sono formati in Europa o negli Stati Uniti.

In Europa e in America Latina ci sono ministri laici, donne comprese, che officiano i funerali religiosi, presiedono la liturgia della Parola e predicano nei gruppi di preghiera quando non è disponibile un sacerdote. Alcune Chiese negli Stati Uniti hanno «amministratori parrocchiali laici», che svolgono importanti funzioni pastorali in tutti gli aspetti, tranne che nel ministero sacramentale.

Un sacerdozio rinnovato

In molte parti del mondo la carenza di sacerdoti è un problema serio…

Il sistema dei seminari, che un tempo ha avuto una riforma significativa, deve essere ancora rinnovato… I seminaristi che si preparano al ministero dovrebbero frequentare classi miste, al fianco di uomini e donne, e i loro insegnanti e formatores, sia uomini sia donne, dovrebbero avere voce in capitolo per approvarne l’ordinazione.

Riguardo alla propria disciplina sacramentale, la Chiesa ha molto più margine di libertà di quanto finora sia stata disposta a riconoscere. Molti diaconi svolgono un eccellente ministero negli ospedali: perché non si potrebbe avviare una nuova riflessione sull’amministrazione del sacramento degli infermi e sulla remissione dei peccati ad esso connessa, valutando alcune circostanze e condizioni per le quali a celebrarlo possano essere i diaconi? Queste e altre questioni non sono state mai discusse dalla Chiesa intera, valendosi di tutte le sue risorse teologiche e pastorali, né è stato fatto alcuno sforzo per valutare il sensus fidelium sulla questione…

Dialogo con la cultura

Se la Chiesa vuole che la sua voce oggi venga ascoltata, deve imparare un nuovo modo di insegnare. Non può fermarsi a deprecare una crescente secolarizzazione, la perdita della moralità tradizionale o i nuovi atteggiamenti verso la sessualità, il genere, l’etica medica e le questioni di fine vita…

Per molti oggi l’autorità non deriva dalla dottrina, ma dall’esperienza. Si apprezzano i diritti individuali, l’autodeterminazione e l’autenticità della persona. Allo stesso tempo la Chiesa non può semplicemente abbracciare l’ethos della cultura, che in gran parte è profondamente contrario al Vangelo…

Un nuovo ecumenismo

La crescita esplosiva delle «nuove» Chiese nel Sud del mondo – evangeliche, neopentecostali e indipendenti africane – rappresenta una nuova sfida per l’ecumenismo. Molte sono non tradizionali; poche costituiscono comunità sacramentali o liturgiche; la maggior parte non celebra l’Eucaristia. Poiché credono in un mondo ricco di spiriti, molte Chiese mettono in primo piano la guerra spirituale e gli esorcismi. La maggior parte di esse predica il «vangelo della prosperità». Poche sono interessate all’ecumenismo o all’unità visibile della Chiesa…

Le Chiese antiche e confessionali non possono semplicemente ignorare queste nuove Chiese, ma, per entrare in relazione con esse, dovranno sviluppare un nuovo ecumenismo più inclusivo. Queste nuove Chiese si curano meno delle dichiarazioni di consenso che hanno caratterizzato l’ecumenismo tradizionale, e apprezzano di più le testimonianze personali, condividono storie sulla vita nello Spirito e un senso di missione basato sui valori del Vangelo…

Il Vangelo chiama tutti i cristiani a vivere in comunione gli uni con gli altri. Può il vescovo di Roma diventare non solo un simbolo di unità, ma mettersi davvero al suo servizio, senza esigere che tutte le Chiese riconoscano la sua autorità giuridica? L’autorità è sempre maggiore quando viene riconosciuta piuttosto che rivendicata. L’unità è finalizzata alla missione, «perché il mondo creda» (Gv 17,21). I cristiani devono riconoscersi l’un l’altro come fratelli e sorelle nel Signore. L’ecumenismo inizia sempre dall’amicizia…

L’identità ecclesiale è una questione conclusiva. Oggi molti giovani cattolici non hanno familiarità con la propria tradizione e con i protocolli delle divisioni ecclesiali, o spesso li ignorano. Un’esperienza di comunità è più importante dell’identità istituzionale. Non è insolita la condivisione eucaristica non ufficiale. Alcuni parlano di «doppia appartenenza». Negli Stati Uniti, se a una coppia non viene concesso dalla Chiesa cattolica il permesso di celebrare il matrimonio «in giardino», essa si rivolge a pastori episcopaliani o metodisti, senza per questo considerarsi meno cattolica. In Nigeria e altrove, alcuni cattolici frequentano sia la propria chiesa sia una congregazione pentecostale. Pertanto, i «muri» ecclesiali oggi sono spesso porosi. Il facile attraversamento dei confini denominazionali può costituire di per sé un segno di quanto sia cambiato il paesaggio ecumenico…

Conclusione

Il fenomeno della globalizzazione sta avvicinando le diverse culture del mondo, anche se non sempre in modo pacifico. Il cattolicesimo, in quanto Chiesa globale, riflette in misura notevole questa diversità. Il suo carisma originale è stato la sua capacità di tenere insieme unità e diversità in una tensione creativa.

Secondo Massimo Faggioli, la visione di papa Francesco è globale, ma apporta una nuova prospettiva. Il Papa vede che la Chiesa e il mondo si trovano entrambi in un processo di riassestamento globale, e ci invita a non guardarlo dal centro verso le periferie, ma dalle periferie verso il centro o, più precisamente, nella prospettiva di una Chiesa policentrica…

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Questa voce è stata pubblicata il 08/05/2021 da in Attualità ecclesiale, ITALIANO con tag .

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San Daniele Comboni (1831-1881)

COMBONIANUM

Combonianum è stato una pubblicazione interna di condivisione sul carisma di Comboni. Assegnando questo nome al blog, ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e patrimonio carismatico.
Il sottotitolo Spiritualità e Missione vuole precisare l’obiettivo del blog: promuovere una spiritualità missionaria.

Combonianum was an internal publication of sharing on Comboni’s charism. By assigning this name to the blog, I wanted to revive this title, rich in history and charismatic heritage.
The subtitle
Spirituality and Mission wants to specify the goal of the blog: to promote a missionary spirituality.

Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
I miei interessi: tematiche missionarie, spiritualità (ho lavorato nella formazione) e temi biblici (ho fatto teologia biblica alla PUG di Roma)

I am a Comboni missionary with ALS. I opened and continue to curate this blog (through the eye pointer), animated by the desire to stay in touch with the life of the world and of the Church, and thus continue my small service to the mission.
My interests: missionary themes, spirituality (I was in charge of formation) and biblical themes (I studied biblical theology at the PUG in Rome)

Manuel João Pereira Correia combonianum@gmail.com

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