COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA – Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION – A missionary look on the life of the world and the church

Commento al vangelo della X settimana del Tempo Ordinario

X settimana del Tempo Ordinario
Commento di Paolo Curtaz

Testo PDF
X settimana del Tempo Ordinario

Krishti-Mbret

Lunedì 7 Giugno >
(Feria – Verde)
Lunedì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
2Cor 1,1-7   Sal 33   Mt 5,1-12: Beati i poveri in spirito.
Martedì 8 Giugno >
(Feria – Verde)
Martedì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
2Cor 1,18-22   Sal 118   Mt 5,13-16: Voi siete la luce del mondo.
Mercoledì 9 Giugno >
(Feria – Verde)
Mercoledì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
2Cor 3,4-11   Sal 98   Mt 5,17-19: Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
Giovedì 10 Giugno >
(Feria – Verde)
Giovedì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
2Cor 3,15-4,1.3-6   Sal 84   Mt 5,20-26: Chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.
Venerdì 11 Giugno >
(SOLENNITA’ – Bianco)
SACRATISSIMO CUORE DI GESU’ (ANNO B)
Os 11,1.3-4.8-9   Is 12,2-6   Ef 3,8-12.14-19   Gv 19,31-37: Uno dei soldati gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.
Sabato 12 Giugno >
(Memoria – Bianco)
Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria
Is 61,10-11   1Sam 2,1.4-8   Lc 2,41-51: Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo.
Domenica 13 Giugno >
(DOMENICA – Verde)
XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
Ez 17,22-24   Sal 91   2Cor 5,6-10   Mc 4,26-34: È il più piccolo di tutti i semi, ma diventa più grande di tutte le piante dell’orto.

Lunedì della X settimana del Tempo Ordinario 
Mt 5,1-12: Beati i poveri in spirito.

Di quanto Spirito Santo abbiamo bisogno per accogliere con un cuore aperto e libero questa pagina! E credere che davvero il Signore opera in noi e ci permette di rendere vera e credibile questa pagina! Oggi ricominciamo il tempo ordinario, interrotto diversi mesi or sono con l’inizio della quaresima. Ma viene da chiedersi: cos’ha di ?ordinario? un tempo abitato per sempre dal risorto? Animato dallo Spirito? Segnato dall’esperienza della Chiesa? Nulla, certo. E ciò che viviamo è sempre e per sempre straordinario e riempie la nostra quotidianità. L’incarnazione di Dio colma di mistero e luce ogni giorno, ogni tempo, ogni istante, portando la presenza dell’Assoluto nelle nostre piccole vite. Allora possiamo osare, credere che le beatitudini non siano l’illusione pericolosa di un esaltato ma la concretizzazione della vita nuova, vita che solo lo Spirito Santo rende possibile, vita che lui solo può suscitare in noi. Vivere col cuore povero, mite, che pratica la giustizia, che non si scoraggia davanti al pianto e alla persecuzione è possibile, giorno per giorno, lasciando allo Spirito il giusto spazio nelle nostre giornate…

Martedì della X settimana del Tempo Ordinario
Mt 5,13-16: Voi siete la luce del mondo.

Come si fa a salare il sale? Se il sale perde il suo sapore e la sua funzione non serve più a niente e viene gettato via, giustamente. Siamo noi discepoli a rendere salato il mondo, ad insaporirlo. E se noi discepoli perdiamo credibilità, se infiacchiamo le nostre vite, se trascuriamo la fedeltà al vangelo, se non compiamo opere buone (e belle, riconoscibili) davanti agli altri, chi può dare speranza al mondo? Siamo sale: sbaglia chi pensa di dover trasformare tutta la realtà in sale! Non importa il numero dei cristiani ma la loro testimonianza credibile. Sbaglia chi vagheggia una società cristiana tutta costruita sulla legge di Dio. Siamo sale: sbaglia chi si accontenta di una fede esteriore, di un’appartenenza fiacca e svilita, di una disciplina vissuta controvoglia. Siamo sale: con i cristiani la vita ha più senso, acquista una maggiore profondità, svela la sua profonda dignità. Stiamo attenti a non lasciarci andare allo scoraggiamento, a credere che la fede è solo affare nostro. Il giorno in cui non bruceremo più d’amore, il mondo morirà di freddo.

Mercoledì della X settimana del Tempo Ordinario 
Mt 5,17-19: Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.

Vivere le beatitudini dona sapore alla vita e ci fa diventare luce per il mondo. Ma ad una condizione: di non svilire la portata profetica e destabilizzante del Vangelo e di non cambiarne neppure una virgola o un trattino. Quando Gesù dice di non essere venuto a cambiare nemmeno un segno della Legge non si riferisce certo ai troppi precetti degli uomini che ne hanno ampliato a dismisura e stravolto il vero messaggio! Nelle nelle pagine che seguono le beatitudini Gesù affronterà numerosi precetti riportandoli alla loro origine, cambiando ben più di una virgola! Ciò che non vuole cambiare è l’idea di fondo di quei precetti, quel desiderio di Dio di fornire a noi uomini una strada verso la felicità. I precetti, le norme date da Dio non fanno parte della burocrazia divina che si aggiunge a quella umana, già di per sé insostenibile. Al contrario Dio offre un percorso di libertà, non di anarchia, là dove si sostituisce alla norma il proprio appetito e si diventa schiavi delle proprie passioni. Ma di libertà autentica che passa nello scoprire il grande progetto che Dio ha sull’umanità e su di noi. Prendiamo molto sul serio le parole del Vangelo!

Giovedì della X settimana del Tempo Ordinario
Mt 5,20-26: Chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.

Gesù passa dalla teoria ai fatti. Se ha espresso il suo parere riguardo all’interpretazione della Torah, sconfessando l’equiparazione della Legge scritta con la selva di precetti e indicazioni della Legge orale, adesso entra nel dettaglio. Per tre capitoli, nel cosiddetto “discorso della montagna”, Gesù mette a fuoco delle precise situazioni per uscire dall’asfittica prospettiva rabbinica e osare, volando alto. Ciò che caratterizza l’interpretazione scandalosa di Gesù è la sua volontà di riportare la casistica all’origine del precetto. Il brano di oggi si concentra bene sull’idea di violenza e di omicidio: se i rabbini distinguevano chi bisognava evitare di uccidere (i nemici, ovviamente, si potevano serenamente ammazzare), Gesù giunge a invitare i discepoli a considerare omicidio anche la violenza verbale, il pettegolezzo, la malignità, a prendere l’iniziativa per riconciliarsi col fratello, a mettersi nei panni degli altri, senza sentirsi migliori o speciali. Una pagina dura, intransigente, folle, che ricorda ai discepoli il valore della profezia, della testimonianza, del paradosso. Il Maestro per primo vivrà queste indicazioni, fornendoci un chiaro esempio di come il vangelo possa radicalmente cambiare la prospettiva della vita..

Venerdì 11 Giugno (SOLENNITA’ – Bianco) SACRATISSIMO CUORE DI GESU’ (ANNO B)
Gv 19,31-37: Uno dei soldati gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

Una festa solo all’apparenza dal sapore devozionale, quella del Sacro Cuore ma che nasconde, in realtà, una grande verità: la misura dell’amore di Dio.
Cosa può ancora dirci l’immagine di un improbabile Gesù con gli occhi chiari e i boccoli che apre il mantello e lascia intravvedere un cuore da cui si dipartono dardi luminosi? Non è solo l’immagine di una devozione ottocentesca che ci fa venire il diabete all’anima? Spogliata dalla sua collocazione storica, la festa del Sacro Cuore di Gesù rivela una grande verità: al centro della nostra vita, della fede, del nostro percorso interiore c’è l’amore di Dio. L’amore è al centro, questo dice la festa di oggi. Non la legittima tradizione storica, non i nostri ragionamenti, non le convenienze, non fondamenti etici. Se crediamo in Dio, se abbiamo visto e creduto nell’amore del Padre, lui solo ci spinge a credere e a lottare. Lottare, sì, perché lasciare che sia l’amore a dominare la nostra vita (e la fede) non è affatto scontato. È una continua conversione, una scelta, talvolta dolorosa. Come quella del Maestro e Signore che mostra la misura del suo bene morendo in croce. Oggi, allora, lasciamoci raggiungere dal suo amore che non pone condizioni, che non pesa, che non ricatta, un amore libero, come Dio solo, in Gesù, sa proporre.

Venerdì della X settimana del Tempo Ordinario
Mt 5,27-32: Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio.

È esigente Gesù. Smonta pezzo per pezzo le nostre interpretazioni annacquate delle sue richieste… Quante volte ci avviciniamo alla fede come se Dio fosse l’Agenzia delle Entrate: le tasse bisogna pur pagarle, ma meno se ne pagano e meglio è! A qualcosa bisogna pur credere, ma se per credere bisogna anche convertirsi, allora contrattiamo il minimo sindacale. Negli affetti, ad esempio: qualche pensiero osceno non fa certo male, qualche fantasia non procura danni, tanto poi resto fedele al mio coniuge… Gesù propone un atteggiamento completamente diverso: Dio ha voluto sin dall’inizio la coppia, un uomo e una donna che si amassero per tutta la vita, compagni di viaggio verso la pienezza. L’interpretazione riduttiva e maschilista del rapporto di coppia non è il sogno di Dio, non è il progetto che egli ha voluto. Gesù ce lo ricorda, dicendo che vale la pena di sacrificare ogni cosa per perseguire questo sogno, per realizzare questo progetto. Prendiamo sul serio le parole del Maestro: la fede può davvero illuminare e cambiare radicalmente la nostra vita, anche quando si tratta della vita affettiva e di coppia. Che bello poterlo dire in questi fragili tempi in cui si ha paura di amare!

Sabato 12 Giugno (Memoria – Bianco) Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria
Lc 2,41-51: Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo.

Dopo la memoria dell’amore di Cristo, del suo cuore inteso come sorgente dei sentimenti e delle emozioni, la liturgia ci propone un’altra festa di origine devozionale, la festa del cuore di Maria. Come a dire: l’amore che Cristo ha imparato lo deve anche a sua madre. Come i genitori segnano in positivo e in negativo lo sviluppo della personalità dei propri figli, così possiamo affermare che parte del carattere umano di Gesù sia stato educato alla compassione e alla tenerezza dai suoi genitori. Ama, il Cristo, con forza e determinazione e questo amore ricade su di noi. Maria, madre dei discepoli, ci viene proposta non solo come modello per la fede, è la prima fra i credenti, ma anche come modello di amore. Un amore che educa, che si piega alla benevola volontà di Dio, che sa farsi da parte ed essere presente nel momento giusto, che attinge dalla riflessione personale la propria energia interiore. Un amore poco sdolcinato, il suo, ma concreto e fattivo, incarnato e sanguinante, come spesso diventa l’amore dei genitori per i propri figli che si cacciano nei guai. Chiediamo a Maria di insegnarci ad amare come ha insegnato a Gesù.

Sabato della X settimana del Tempo Ordinario
Mt 5,33-37: Io vi dico: non giurate affatto.Mt 5,33-37: Io vi dico: non giurate affatto.

Il terzo tema che Gesù affronta durante il durissimo discorso della montagna riguarda l’autenticità e la verità. Il giuramento era una pratica piuttosto diffusa e serviva a garantire l’onestà di un patto e della persona che lo assumeva. Gesù va oltre, esagera, vola altissimo: non è certo giurando su Dio o sul tempio o sul tesoro del tempio che si garantisce l’onestà dell’affermazione. Allora taglia corto: meglio non giurare. Non abbiamo potere su nulla, nemmeno su noi stessi, sul nostro destino. Non possiamo cambiare nemmeno una virgola di ciò che diciamo e facciamo, siamo fragili e limitati. Allora perché giurare? Meglio essere sinceri, sempre, essere trasparenti. Ma per esserlo dobbiamo anzitutto imparare ad esserlo con noi stessi, confrontandoci con lo specchio della Parola. Solo in Dio scopriamo chi siamo, a cosa siamo destinati. Solo in Dio possiamo non avere paura, accogliere le nostre ombre, lasciarle illuminare dallo Spirito, chiamare per nome e cognome i nostri peccati senza che, per questo, ci assalga lo scoramento. In Dio impariamo ad essere davvero noi stessi, senza finzioni.

da http://www.lachiesa.it

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Questa voce è stata pubblicata il 06/06/2021 da in ITALIANO, Liturgia, Settimana - commento.

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San Daniele Comboni (1831-1881)

COMBONIANUM

Combonianum è stato una pubblicazione interna di condivisione sul carisma di Comboni. Assegnando questo nome al blog, ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e patrimonio carismatico.
Il sottotitolo Spiritualità e Missione vuole precisare l’obiettivo del blog: promuovere una spiritualità missionaria.

Combonianum was an internal publication of sharing on Comboni’s charism. By assigning this name to the blog, I wanted to revive this title, rich in history and charismatic heritage.
The subtitle
Spirituality and Mission wants to specify the goal of the blog: to promote a missionary spirituality.

Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
I miei interessi: tematiche missionarie, spiritualità (ho lavorato nella formazione) e temi biblici (ho fatto teologia biblica alla PUG di Roma)

I am a Comboni missionary with ALS. I opened and continue to curate this blog (through the eye pointer), animated by the desire to stay in touch with the life of the world and of the Church, and thus continue my small service to the mission.
My interests: missionary themes, spirituality (I was in charge of formation) and biblical themes (I studied biblical theology at the PUG in Rome)

Manuel João Pereira Correia combonianum@gmail.com

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